Web 2.0 davvero creato dagli utenti?
November 1, 2006 - Noises
Abbiamo osservato una nuvola di termini sciamare intorno alla versione 2.0 del web: user-generated content, prosumer, read-write web, podcast, wiki, bookmarking collaborativo, servizi user-powered, social media, intelligenza collettiva, crowdsourcing, etc.
Tanti modi esotici di esprimere lo stesso ideale: l’utopia democratica in cui i processi che prima erano riservati a pochi “esperti” vengono aperti alle masse; un nuovo approccio al sapere in cui l’intelligenza di tanti semplici individui che si autocorreggono a vicenda può risultare superiore a quella di un singolo specialista.
Ma quanti sono?
La realtà sembra bene approssimabile tramite modelli che hanno nomi diversi, ma condividono lo stesso succo: la regola 90-9-1 di Jakob Nielsen , il modello 1:10:89 o regola dell’1%, secondo i quali su 100 utenti di una piattaforma ad architettura partecipativa, 90 si limitano a leggere, 9 contribuiscono ogni tanto con attività minime (ad es. commenti, ranking, tagging) e solo 1 partecipa attivamente inserendo contenuti propri.

Il passato prossimo sembra confermare questo modello: su YouTube, a ogni upload corrispondono 1.538 download; gli utenti attivi sono quindi solo lo 0,07%. Inoltre, già ai tempi di Usenet, il 3% degli utenti era responsabile del 25% del totale dei messaggi.
Fonti:
- Speciale: Web 2.0: ma è davvero l’Internet creata dagli utenti? Un solo partecipante su 100 è realmente attivo, 10 fanno poco, 89 guardono solo. Fine di un’utopia?
- 90-9-1: l’analisi di Jakob Nielsen
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