Il cellulare che ubriaca
January 29, 2007 - Noises
Notizie Flash: secondo gli ultimi studi chi parla al cellulare mentre guida ha la stessa attenzione di chi ha un tasso alcolemico pari a 0,8 g/l, ossia quasi il doppio del limite di legge consentito. Una ricerca dell’ISS - Istituto Superiore di Sanità ha infatti spiegato che chi guida utilizzando il telefonino (anche con l’auricolare o il viva voce), ha 4 volte più probabilità di rimanere coinvolto in un incidente rispetto a chi non lo utilizza.
“E’ emerso - spiega la ricerca ISS - che l’uso del cellulare porta a inaudite distrazioni: provate ad utilizzare il telefonino per alcuni chilometri. Alla fine della telefonata cercate di ricordare qualche particolare significativo del tratto di strada percorso. Il vostro cervello non lo ha assolutamente percepito. Forse non ricorderete neppure le località attraversate (o un casello di uscita)”.
Fonte: Telefonate durante la guida: Boom di multe nel 2006
Disclaimer: Web Café si dissocia dall’invito dell’Istituto Superiore di Sanità di utilizzare il telefonino per alcuni chilometri e non è da ritenersi in alcun modo responsabile di eventuali conseguenze civili e penali.
in
“Ma voi avete un numero infinito di stanze, o no?” ribattete voi. “Si, questo è vero” dice il direttore “ma tutte le nostre stanze sono occupate. Non ne è rimasta libera nemmeno una.” Vi grattate il capo. Un numero infinito di stanze; tutte occupate. Poi vi viene un’idea: “Fate così” suggerite al direttore: “Spostate la persona che è nella stanza 1 nella stanza 2, quella che è nella stanza 2 nella stanza 3, quella che è nella stanza 3 nella stanza 4, quella che è nella stanza 4 nella stanza 5 e così via all’infinito. Dal momento che avete un numero infinito di stanze, potrete continuare a spostare tutti i vostri ospiti, e così adesso la stanza numero 1 è disponibile per me”.
Sono di ritorno dopo una tremenda parentesi di influenza intestinale, roba che non ho mangiato per tre giorni e oggi, che finalmente ingerisco cibi solidi, mi fanno pure male le gambe.
