Due citazioni per due autori che parlano di libri e infiniti
- J.L. Borges, La Biblioteca di Babele
Da queste premesse incontrovertibili dedusse che la Biblioteca è totale, e che i suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei 25 simboli ortografici (numero, anche se vastissimo, non infinito) cioè tutto ciò ch’è dato di esprimere, in tutte le lingue. Tutto: la storia minuziosa dell’avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità dei cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo autentico, l’evangelo gnostico di Basilide, il commento di questo evangelo, il commento del commento di questo evangelo, il resoconto veridico della tua morte, la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri.
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- John D.Barrow, L’infinito
C’è qualcosa che lega l’infinito ai libri. Storie che non finiscono mai, biblioteche che contengono tutti i libri possibili, libri che contengono tutto ciò che sia mai accaduto e tutto ciò che non è accaduto; libri che si scrivono da soli, libri che parlano di sè stessi, libri sul fatto che non esistono libri e libri che finiscono prima di incominciare. Quindi non dovreste stupirvi di essere intenti a leggere un libro sull’infinito […] L’infinito è precisamente una successione di cose, una dopo l’altra.
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..e l’infinito secondo Google:

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