Probabilità che esca 100 volte testa
April 8, 2009 - Noises
N.N.T.: Supponga che lanciando una moneta ci siano le stesse probabilità che esca testa o croce. La lancio 99 volte e ottengo sempre testa. Che probabilità ci sono che nel prossimo lancio esca croce?
DOTTOR JOHN: Domanda banale. Il 50 per cento, naturalmente, perché ha assunto che esiste il 50% delle probabilità per ogni esito e che i lanci siano indipendenti.
N.N.T.: Lei cosa dice, Tony?
TONY CICCIONE: Direi non più dell’1 per cento, naturalmente.
N.N.T.: Perché? L’assunto iniziale è che esiste il 50 per cento di probabilità sia per testa che per croce.
TONY CICCIONE: Se ti bevi la storia del 50% o non capisci un cazzo o sei un vero babbeo. La moneta dev’essere truccata. Non può essere come dici tu [traduzione: è molto più probabile che i suoi assunti sulla probabilità siano sbagliati piuttosto che la moneta in novantanove lanci dia novantanove volte testa].Nassim Nicholas Taleb, Il Cigno nero
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Questo libro non è male..inizia un pò in sordina e ho dovuto lottare per non mollarlo durante i primi due capitoli, ma superato l’intoppo iniziale ingrana.
Su queste premesse, il taoismo sviluppò un pensiero paradossale e antintellettuale che considerava gli opposti non contraddittori, come nella logica occidentale, ma complementari. Il Tao fu identificato con la loro combinazione, vista come metafora dell’incessante avvicendarsi delle stagioni e delle vite, e venne rappresentato col t’ai-chi, “trave maestra”, simbolo dell’unione di yin e yang.
La sopravvivenza del più adatto dovrebbe fornire una forte pressione evolutiva in favore di un cervello naturalmente capace di analizzare questioni di probabilità. Potete immaginare i nostri antenati che danno la caccia a un giovane cervo e valutano se attaccarlo oppure no. Qual è il rischio che un maschio adulto si trovi nei pressi, pronto a difendere la prole e ad aggredire l’assalitore? Il talento di analizzare la probabilità dovrebbe far parte del nostro patrimonio genetico e tuttavia spesso il nostro intuito si rivela fuorviante.
“Ma voi avete un numero infinito di stanze, o no?” ribattete voi. “Si, questo è vero” dice il direttore “ma tutte le nostre stanze sono occupate. Non ne è rimasta libera nemmeno una.” Vi grattate il capo. Un numero infinito di stanze; tutte occupate. Poi vi viene un’idea: “Fate così” suggerite al direttore: “Spostate la persona che è nella stanza 1 nella stanza 2, quella che è nella stanza 2 nella stanza 3, quella che è nella stanza 3 nella stanza 4, quella che è nella stanza 4 nella stanza 5 e così via all’infinito. Dal momento che avete un numero infinito di stanze, potrete continuare a spostare tutti i vostri ospiti, e così adesso la stanza numero 1 è disponibile per me”.
